Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile

Come misurare il ritorno della pubblicità - Bonori / Tassinari

Ovvero la ricerca del Santo Graal. Se gli autori avessero davvero scritto di come calcolare il ritorno della pubblicità, il libro sarebbe stato da Pulitzer delle pubblicazioni economiche, ma così non è. Il sottotitolo aiuta a indirizzare meglio le proprie aspettative: le 10 regole per realizzare una campagna pubblicitaria di successo. Resta comunque un tema alto, ma la trattazione piuttosto divulgativa abbassa il profilo di questo libro. Il ROI delle attività di comunicazione, secondo gli autori, discende dall'approcciare correttamente una sequenza di attività che va dalla definizione di una soglia ottimale di un investimento, all'allocazione dell'investimento tra i diversi mezzi di comunicazione, dalla negoziazione degli spazi ad una seria esecuzione e misurazione dei risultati.
Il testo declina questi elementi dell'architettura strategica in maniera piacevole ed ha il pregio di provare sempre a guardare oltre i metodi tradizionali e statici per cercare soluzioni predittive e multidisciplinari atte ad affrontare un mondo dinamico e complesso, però lo fa in maniera a volte ingenua: quando mi viene proposta come novità che dopo le canoniche fasi di segmentazione, targettizazione e posizionamento il quarto blocco costitutivo del marketing consiste nella misurazione e assessment, mi verrebbe da esclamare "ovvio". Da buon uomo di finance io ritengo che la misurazione dovrebbe avvenire provocatoriamente "prima" di svolgere un'attività, in modo da favorirne la progettazione e la fissazione di obiettivi; quindi non posso che dissentire quando gli autori esclamano che "la pratica di misurare i risultati dovrebbe essere indirizzata alla comprensione dei fenomeni passati, più che al supporto predittivo circa gli avvenimenti futuri."
Man mano che la narrazione si addentra in aspetti più tecnici, quali la definizione della soglia ottimale di investimento, la definizione del mix di comunicazione e le tecniche per assicurare una giusta visibilità di marca, il libro diventa più fruibile e genera stimoli seri e ripetuti.
La sezione destinata alla misurazione del ROI purtroppo però passa quasi inosservata e incidentale in mezzo agli altri argomenti e non propone nessuno spunto operativo degno di nota: chi voleva sapere come calcolare per ogni euro speso, quanti euro l'investitore ha guadagnato dovrà proseguire la ricerca altrove.
Questa veloce cavalcata porta repentinamente al Cap. 9 dove vengono elencate le famose 10 regole del sottotitolo; ad essere sinceri le regolette sono davvero interessanti e si comprende chiaramente come siano il distillato di anni di esperienze e studi degli autori (dieci anni di ricerche, trenta mercati e trecento campagna pubblicitarie), però sono messe li quasi fuori contesto, calate dall'alto con pochi legami con tutta l'architettura strategica e operativa descritta in precedenza.
Nel complesso il libro è ottimista, vuole invitare a guardare il tema della pubblicità in maniera più seria, articolata e innovativa, ma senza cercare soluzioni improbabili e strampalate; in buona misura, la "tecnica" si è stratificata nel tempo e se i giovani la vogliono apprendere è disponibile senza ricorrere a formule magiche.

FRASI DA RICORDARE

1) Per non soccombere la competizione deve essere combattuta con armi soft e di precisione; non ci sono risorse per altre armi. Non ci si può più permettere di sbagliare mosse, anche e soprattutto in comunicazione, visti gli investimenti che questa richiede nell'ambito della creatività e della pianificazione. (nella prefazione di R. Lucchi).
2) Il tempo che un individuo può dedicare giornalmente al consumo dei media rimane tendenzialmente lo stesso, a fronte di un numero di alternative sempre maggiore.
3) ...quasi mai si rintracciano tentativi di anticipare i cambiamenti dell'arena competitiva e quindi raggruppare la popolazione in virtù di come il mercato si presenterà, agli occhi del consumatore, nel prossimo futuro.
4) Gli obiettivi che un'azienda si propone di raggiungere nel momento in cui si appresta a investire in pubblicità possono essere classificati in almeno tre categorie: obiettivi finanziari (ROI), obiettivi di comunicazione (ricordo, notorietà,gradimento, equity ecc.), obiettivi di marketing (vendite, share of market ecc.).
5) La pubblicità genera funzioni di risposta decrescenti. La forma della funzione di risposta è prevedibile.