La lettura del libro di Hope dovrebbe essere per un
manager (non solo dell’area finanziaria) obbligatorio, come lo sono i
Promessi Sposi di Manzoni o
la Divina Commedia
di Dante per un liceale. La maggior parte degli autori si sofferma su
specifici argomenti tecnici o fornisce un insieme di best practice
operative, Hope fornisce una visione, organica e completa. I temi trattati
sono di immediata comprensione e vi è spesso la tentazione di fare
inevitabili paragoni con il proprio contesto lavorativo; ma se si resiste
alla tentazione di saccheggiare pedissequamente i singoli suggerimenti
dell’autore, quasi fossero la panacea di tutti i mali, e si attende di
aver letto tutta l’opera, la visione sottostante appare in tutta la sua
forza. Siamo spesso chiusi all’interno di castelli immaginari che noi
stessi abbiamo costruito, fatti di rigidi meccanismi di budgeting, di
forecasting, di target che stanno alla base di incentivi e punizioni, di
meccanismi di controllo che ingessano le aziende, di sistemi informativi
complessi e costosi. Hope fa piazza pulita di queste architetture,
appoggiandosi all’esperienza vissuta da manager e richiamandosi alle
logiche di personaggi come Ohno e Drucker: quando enuncia il metodo di
analisi dei “5 perché” del primo, o il concetto che “i profitti sono
legati ai ricavi, mentre i costi sono proporzionali alla complessità e alle
transazioni” del secondo, dopo aver richiamato alle necessità di base di
essere flessibili e di porre i processi che creano valore per il cliente al
centro dell’attenzione, le ultime resistenze del lettore sono vinte. A
questo si deve aggiungere una facilità e una fluidità di scrittura in
linea con i contenuti, sembra un maestro che parla con semplicità ad un
alunno. Consiglio di tenere questo libro nel cassetto o almeno il suo indice
salvato in un file sul desktop, per rapida consultazione.
FRASI DA RICORDARE
1) CFOs were seen as unhelpful,
always demanding answers to trivial questions about budget variances or
expense claims. Now they are expected to be business generalists, risk
management experts, and business intelligence sources.
2) Finding and focusing on the right performance drivers (and there are only
a few of them) is far more important than spending weeks and months
preparing detailed budgets and forecasts.
3) Few CFOs have realized their aim of transferring resources from
transaction processing to decision support.
4) Managers will feel truly liberated only if the CFO can release them from
the chains of the detailed annual planning cycle and replace targets and
budgets with more effective steering mechanisms, including continuous
planning reviews and rolling forecasts, that enable managers to sense and
respond more rapidly to unpredictable events and to changing markets and
customers.
5) Another major cause of waste is the number of ineffective projects that
are instigated without a rigorous process of establishing their worth. This
error is compounded when little thought is given to exit strategies if the
project doesn't meet its projected returns.
