IL CAPITAL ASSET PRICING MODEL
Il CAPM (Capital Asset Pricing Model) è un modello di misurazione di rischio e rendimento. Lo scopo della trattazione del CAPM in questa sezione “Strumenti” non è l’analisi della genesi del modello o delle assumption che ne stanno alla base, bensì fornire una serie di istruzioni e spunti operativi per calcolare le variabili che lo compongono. Per approfondire gli aspetti concettuali suggerisco di far riferimento a queste fonti: link.
Il
rendimento atteso di un’attività è così definito:
Ei = Rf + βi ( Rm – Rf
)
Ei
è il rendimento atteso di un’attività i
Rf è il tasso di rendimento del titolo privo di rischio / risk
free
βi è il beta dell’attività i
Rm è il rendimento atteso del portafoglio di mercato
( Rm – Rf ) è il premio per il rischio / risk
premium
Tradotto,
il rendimento atteso di un’attività i è dato dalla somma tra il
rendimento di un titolo privo di rischio e un premio per rischio (che è la
remunerazione richiesta dall’investitore per il fatto di investire nel
portafoglio di mercato, piuttosto che nel titolo privo di rischio),
moltiplicato per un coefficiente (βi) che è specifico
dell’attività / azienda che stiamo valutando.
Usiamo
il CAPM per determinare il tasso di rendimento richiesto da coloro che
investono nelle azioni di una società, cioè il costo del capitale netto o
cost of equity.
Come
determinare il tasso privo di rischio Rf
Come determinare il premio per il rischio ( Rm – Rf
)
Come determinare il beta βi
LA CONJOINT ANALYSIS AI FINI DEL PRICING
La
conjoint analysis è una tecnica statistica multivariata che partendo dagli
attributi di un prodotto, attraverso l'espressione delle preferenze dei
consumatori circa tali attributi, consente di associare un valore monetario
(in euro) ad ogni "unità" di utilità per il consumatore e
calcolare il prezzo di ciascuna configurazione di attributi vendibile sul
mercato.
L'idea è dotarsi di uno strumento per definire prezzi (e relativi margini)
in funzione del valore percepito dal cliente, in sostituzione dei consueti
meccanismi orientati al costo (per esempio cost plus, mark-up o breakeven
cost) o alla concorrenza (prezzo di parità con il competitor, discount,
premium etc...).
Il primo step della conjoint è l'individuazione degli attributi di prodotto
rilevanti. L'elenco può essere definito dall'analista o fatta scegliere dai
consumatori stessi. Per ogni attributo vanno definiti due o tre livelli
plausibili e realmente proponibili sul mercato. Per esempio, se il prodotto
fosse un laptop, un attributo potrebbe essere il monitor ed i livelli 16:9 e
4:3.
Moltiplicando tutti i livelli degli attributi si ottiene una matrice di
potenziali profili di offerta (cards), dai quali è possibile già in prima
battuta escludere quelli estremi o meno probabili e ridurre il numero ad un
set da proporre al consumatore.
L'intervistato procederà quindi a valutare con punteggi o ranking le cards
proposte. Attraverso la regressione è possibile pervenire alle utilità
associate dai consumatori a ciascun attributo. Definendo il valore monetario
associato a ciascun "punto di utilità" sarà possibile pervenire
ai prezzi ideali per ciascuna card. Analizzando i costi sottostanti a
ciascun profilo di offerta è possibile identificare i profili migliori da
un punto di vista di marginalità e prendere le relative decisioni sui vari
elementi del marketing mix di conseguenza.
L'esempio riportato seguendo questo link è
applicato ai prezzi applicati ai miei corsi di formazione e può essere
liberamente modificato, esteso o ridotto per venir adattato agli scopi del
lettore.